Edoardo
Founder @Syllog
Prima di lavorare con voi un designer non lo avevamo proprio: la UI/UX se la gestivano gli sviluppatori insieme al team prodotto, con risultati dignitosi, ma che non ci portavano dove volevamo arrivare. In una fase in cui scrivere software si sta commoditizzando in fretta, il vero elemento differenziante non è più saper sviluppare, ma costruire un'esperienza che dia soddisfazione a chi la usa — UI, UX, usabilità, cura del dettaglio. Proprio le aree in cui l'AI, oggi, ancora non arriva davvero. Per fare quel salto ci serviva una competenza verticale che internamente non avevamo. All'inizio qualche dubbio c'era. Riguardava il perimetro dell'impatto: mi chiedevo se il lavoro di un designer sarebbe rimasto confinato dentro il prodotto o se si sarebbe propagato fino al brand e alla percezione che il mercato ha di noi. Era una scommessa. Mi sono ricreduto dopo neanche 2 mesi, perché l'effetto si è visto molto oltre l'interfaccia. Thomas è il nostro designer, con noi da oltre sei mesi. Quello che lo distingue non è tanto la qualità del lavoro, che lo sapevamo, quanto il fatto che si sia integrato come una persona nostra fin dalla prima settimana. È diventato un punto di riferimento interno, un perno della squadra, sempre disponibile a fare quel passo in più che nessun contratto ti garantisce. Un fornitore esegue quello che gli chiedi; Thom ha iniziato a propormi lui cosa avremmo dovuto fare. Ed il momento in cui multinazionali ti scrivono per dirti che il prodotto è una figata, ho capito che Hooop era stata la scelta giusta. La differenza rispetto ad altre piattaforme sta nel punto di partenza. Le altre partono dalla competenza: cercano il profilo che sulla carta corrisponde alla richiesta e te lo consegnano. Voi partite dalla persona e dal fit culturale, e si sente immediatamente quando quella persona entra in un team dove la cultura non è un poster appeso al muro, ma il modo concreto in cui lavoriamo ogni giorno. Una competenza puoi verificarla in mezz'ora di colloquio; l'allineamento culturale no. Ed è esattamente quello che separa un collaboratore che esegue da uno che diventa parte dell'azienda. Quando costruisci un'azienda, la parte difficile non è trovare qualcuno che sappia fare una cosa. È trovare qualcuno che voglia farla insieme a te e nel modo in cui hai deciso di farla. Il valore che ci avete portato è tutto lì dentro. Persone, non profili (non è solo uno slogan).


